Bounce Rate in GA4, video in Search Console e bandi

Pillole di News

Approfondimenti

Brevetti, disegni e marchi: 46 milioni per i nuovi bandi Barbara Auricchio

(FABIO)

https://www.linkedin.com/posts/barbara-auricchio-b1320243_brevetti-disegni-e-marchi-46-milioni-per-activity-6952528013842395136-MO6T

Le dirette multicanale con piattaforme esterne come streamlab o OBS potranno comprendere anche Instagram. Annalisa Vicari Veronica Gentili

(FABIO)

https://www.linkedin.com/posts/annalisavicari_instagramnews-activity-6952155036890095618-CKO4

Poltronesofà, la multa da 1 milione per campagne pubblicitarie ingannevoli Nicola Di Francesco

(FABIO)

https://www.linkedin.com/posts/nicoladifrancesco_poltronesof%C3%A0-la-multa-antitrust-da-un-milione-activity-6952500275634974720-FE-l

Le ultime novità dalle SERP di Google 🔥 Elisa Paesante

(FABIO)

Nel nuovo articolo di #sistrix diamo uno sguardo ai domini che hanno visto una maggiore crescita (o decrescita) di visibilità #seo in questi ultimi mesi:

👑 Al top di questo trimestre troviamo un dizionario online benedetto dal Core Update
🎬 TikTok continua a salire nelle SERP
⛔️ Kijiji chiude i battenti e scompare da Google
🎵 Mtv scende decisamente di visibilità con un -90%

… e tanto altro!

Elisa Paesante

https://www.linkedin.com/posts/elisa-paesante-48106a151_sistrix-seo-activity-6952508623340101632-8wWh

🔥 Forte diminuzione del box People also ask in Google. Massimo Fattoretto

(FABIO)

Interessante vedere come cambieranno i CTR delle posizioni 2, 3 e 4

GSC da tener ben monitorato 😉

https://www.linkedin.com/posts/massimofattoretto_huge-drop-in-google-people-also-ask-activity-6952498531668529152-Vdlp

Quanto budget serve per fare Facebook Ads nel 2022? Simone Razza

(FABIO)

Sempre di più” è la risposta davvero corretta.
Simone Razza

https://www.linkedin.com/posts/simone-razza_facebookads-marketingdigitale-advertising-activity-6952147899073880066-v79d

Creare nuovi contenuti oppure ottimizzare i vecchi? Punto SEO

(Demetrio)

Da Sempre i SEO si interrogano sulla migliore strategia tra ottimizzare contenuti vecchi e scriverne di nuovi.

Google nelle linee guida per i Quality Rater dice:

… unmaintained/abandoned “old” websites or unmaintained and inaccurate/misleading content is a reason for a low Page Quality rating.

Google’s Search Quality Rater Guidelines

Quindi si può applicare la regola del 50 e 50. Quindi Aggiornare i contenuti sempre verdi può portare ad un vantaggio competitivo. Lo Stesso John Mueller nel 2019 ha dichiarato

” … We do try to find a balance between kind of showing evergreen content that’s been around and kind of being seeing more as reference content and kind of the fresher content and especially when we can tell that people are looking for the fresher content.”

John Mueller

Quindi è necessario avere una strategia. Ci sono siti molto autorevoli che fanno scadere nel dimenticatorio un patrimonio di news sempre verdi che potrebbero posizionarsi se il loro contenuto fosse aggiornato con regolarità.

La notizia è su https://searchengineland.com/create-new-content-optimize-old-webpages-seo-386302 ma voglio citare Ilario Gobbi che ha realizzato una bellissima guida a riguardo https://www.ilariogobbi.it/come-aggiornare-contenuti/

Google Analytics. Cosa spera il Garante per la Privacy?

Nell’intervista riportata sul sito garanteprivacy.it, l’avvocato Guido Scorza che ha emesso il provvedimento dei confronti di Caffeina Media srl, alla domanda riguardo il passaggio e la conformità di Google Analytics 4 al GDPR ha dichiarato

In teoria può esistere un modo per usare in maniera conforme Google Analytics, in pratica è legittimo dubitarne

Inoltre ha chiaramente detto che il problema è politico e si augura che la cosa si risolva in questo verso entro i 90 giorni

È realistico supporre che la più parte o la totalità degli utenti italiani di Google Analytics si trovino esattamente nella stessa condizione in cui si è trovato il titolare del trattamento oggetto del nostro provvedimento. La nostra principale speranza è che nei prossimi 90 giorni intervenga un accordo giuridicamente vincolante tra Europa e Stati Uniti. In caso contrario, si configura lo scenario peggiore: il moltiplicarsi di provvedimenti di blocco in relazione ai quali poco si potrà fare. Andranno adottati e saranno destinati ad estendersi a macchia d’olio anche fuori dal perimetro di Google Analytics

https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9783595

Fonte Guido Scorza https://www.linkedin.com/in/guidoscorza/ tramite il sito https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9783595

Inoltre se guardiamo il sito https://noyb.eu/en/eu-us-transfers-complaint-overview possiamo scoprire che oltre alla ormai nota procedura verso caffeinamagazine.it, potrebbero essere pronti altri provvedimenti per altre 4 realtà italiane

Gedi Gruppo EditorialeITFacebookrepublicca.itPDF
CaffeinaITGooglecaffeinamagazine.itPDF
FastwebITGooglefastweb.itPDF
ILMETEO s.r.l.ITGoogleilmeteo.itPDF
Airbnb Ireland UCITFacebookairbnb.itPDF

Google Search Console Video Indexing Report Now Available

(Demetrio)

Nasce un report in Google Search Console dedicato ai video. Grazie a questo nuovo report si può rispondere a queste semplici domande:

  • In quante pagine Google ha identificato un video?
  • Quali video sono stati indicizzati correttamente?
  • Quali sono i problemi che impediscono l’indicizzazione dei video?

Inoltre se si utilizza lo strumento di Controllo URL adesso avremo ulteriori informazioni riguardo lo stato di indicizzazione dei video.

Se vi ricordate abbiamo già parlato il 4 luglio dell’aggiunta di ulteriori dati strutturati per i video. Oggi la notizia di un nuovo report video in Search Console ci porta ad affermare che non si può più prescindere dalla creazione dei video per una buona brand positioning

Mariachiara Marsella https://www.linkedin.com/posts/marsella_announcing-the-new-search-console-video-index-activity-6952496555228602368-MHIh

Search Engine Journal https://www.linkedin.com/posts/search-engine-journal_google-search-console-video-indexing-report-activity-6952543328571699200-frqP

GA4: Bounce Rate, UTM Term and Content e Conversion Rate

(Demetrio)

All’interno della pagina degli aggiornamenti di Google Analytics nella giornata dell’11 luglio, Google ci fa sapere che sono state introdotte in GA4 nuove dimensioni e metriche

  • Bounce rate – che non può essere paragonata a quella di Universal Analytics perchè in questo caso parliamo di sessioni che non diventano “engaged”.

Per Engaged si intende il numero di sessioni che sono durate almeno 10 secondi o che hanno registrato almeno 1 evento di conversione o 2 visualizzazioni di pagina o schermata.

https://support.google.com/analytics/answer/9143382#session-metrics&zippy=%2Csessione
  • UTM term and UTM ad content

utm_term: permette di identificare le parole chiave di ricerca a pagamento. Se codifichi manualmente le campagne con targeting per parole chiave a pagamento, devi anche utilizzare utm_term per specificare le parole chiave.

utm_content: permette di distinguere contenuti simili o i link inseriti nello stesso annuncio. Ad esempio, se hai definito due link di invito all’azione nello stesso messaggio email, puoi utilizzare utm_content e assegnare loro valori diversi e identificare la versione più efficace.

https://support.google.com/analytics/answer/1033863?hl=it#zippy=%2Ccontenuti-di-questo-articolo
  • Conversion rate che si divide in:
    • Tasso di conversione utente : è la percentuale di utenti che hanno attivato qualsiasi evento di conversione
    • Tasso di conversione della sessione : è la percentuale di sessioni in cui è stato attivato qualsiasi evento di conversione

Matteo Zambon https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6952348613603684352/

Enrico Pavan https://www.analyticsboosters.com/google-analytics/ga4-conversione-rate-bounce-rate/

Crisi Energetica: Stop anche nelle cartiere

(Demetrio)

La crisi energetica che ha colpito tutti i settori non risparmia ovviamente il settore cartario e quindi dopo gli stop di Germania e Francia, anche l’Italia fermerà, a tratti, la produzione di carta. Lo ha dichiarato il Presidente di Assocarta, Lorenzo Poli https://www.linkedin.com/in/lorenzo-poli-0b734129/

Noi del mondo del digitale che amiamo profondamente la carta, siamo vicini a quanto dichiarato dal Presidente Poli

Fonte: Francesco Pastore https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6952507702224805888/

Nuove informazioni al documento sul rapporto di rendimento di Google Search Console

(ANTONIO)

Ricordate il test di Ahref sulle query nascoste in Google Search Console che ricevono clic? Google ha appena aggiunto alcune nuove informazioni al documento del rapporto sul rendimento di Search Console. Nella sezione “Query anonime” sono stati aggiunti ulteriori dettagli sui limiti di query relativi alla memorizzazione delle “righe di dati principali”.

https://twitter.com/brodieseo/status/1546008931067392000?t=36frWUELnLoc-GOFRvByUA&s=19

Brodie Clark

Test 404 e 410

(ANTONIO)

Google tratta i codici di risposta 404 e 410 in modo diverso?

Storicamente i portavoce di Google hanno chiarito che ci sono piccole differenze nel modo in cui vengono trattati gli URL 404 e 410.

Ma non è mai stato chiaro come siano trattati in modo diverso.

Soprattutto perché John Mueller ha anche affermato in precedenza che lo stato http 410 può essere considerato “più permanente” e funzionare più velocemente di un 404. Ma quanto più veloce e più permanente?

Perciò, Oliver Sissons di Reebot online ha fatto questo test per mettere alla prova i due status code e vedere esattamente come Google li gestisce.

La nostra ipotesi era che gli URL eliminati che restituivano un codice di risposta 410 sarebbero stati ripetuti meno frequentemente e rimossi dall’indice di Google più rapidamente degli URL eliminati che restituivano un codice di risposta 404.

Ipotesi: Visto che il codice di risposta 410 viene restituito per segnalare che il contenuto richiesto è stato rimosso in modo permanente a differenza del 404 che potrebbe essere dovuto a un errore o un contenuto temporaneamente non disponibile, ci si aspettava che il crawler reagisse rimuovendo la pagina 410 dall’indice di Google più rapidamente rispetto ad una pagina 404.

Esito: Dopo 3 mesi di test, è stato confermato che Google stava eseguendo la scansione dei 404 più di quanto non stesse scansionando i 410.

Quindi, i dati mostrano che i 404 vengono scansionati più frequentemente dei 410. Ovvero, su un campione di 119 pagine Web di prova le pagine in 404 vengono, in media, scansionate il 49,6% in più rispetto a 410.

https://www.rebootonline.com/blog/404-vs-410-the-technical-seo-experiment/

Di Oliver Sissons, segnalata da Alessio Pomaro

3 tecniche di comunicazione per alleviare il dolore di separazione dal denaro dell’utente

(ANTONIO)

Il denaro innesca nel cervello una sensazione di dolore e per ridurlo esistono 3 tecniche di neuromarketing:

  • decadimento iperbolico, più dilazioniamo un pagamento nel tempo e meno appare impegnativo (pagamento a rate);
  • pagamento a credito, non viene visto come una perdita ma come una mancanza di profitto (il debito viene scalato dal conto il mese successivo e la percezione può essere fare meno soldi in futuro e non perderli);
  • la fiducia è tutto, minore è la serenità e il controllo dopo aver pagato maggiore sarà il dolore (e quindi la probabilità di rinuncia).

Insomma, è sempre importante costruire un processo di fiducia che rassicuri il proprio utente durante tutto il processo d’acquisto.

https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6952170410612285440?updateEntityUrn=urn%3Ali%3Afs_feedUpdate%3A%28V2%2Curn%3Ali%3Aactivity%3A6952170410612285440%29

Andrea Saletti

Contenuti freschi e SEO: un concetto sottovalutato?

(ANTONIO)

Per dimostrare l’immenso potere che gli aggiornamenti dei contenuti possono produrre, Chris Long di Moz ha fatto un test sul concetto di freschezza dei contenuti su un blog automotive per vedere l’impatto di questi aggiornamenti.

Esito: Il test ha confermato un notevole impatto positivo sui miglioramenti del ranking dopo l’aggiornamento delle risorse. Sappiamo che Google preferisce i contenuti di cui può fidarsi (scritti da esperti, che raccontano i fatti) che rispettano il concetto di EAT (Esperienza, Autorevolezza, Affidabilità). E il nostro test ha confermato che quando esaminiamo come migliorare le pagine che hanno perso traffico e posizioni nel tempo, potremmo prendere in considerazione la freschezza dei contenuti hanno perso importanza nel tempo o sono diventati obsoleti e pensare di aggiornarli.

https://moz.com/blog/freshness-and-seo

Moz, Cristopher Long

Google Drag & Rank

(ANTONIO)

https://www.linkedin.com/posts/ferenczkaszoni_marketing-seo-google-activity-6951440985973252096-XiLh/?utm_source=linkedin_share&utm_medium=android_app

Fery Kaszoni, Lily Ray

Keyword Density: è un fattore SEO?

(MICHELE)

Guru SEO markettari: esiste una keyword density ideale del X%, usala e avrai più chance di posizionarti!

Guru SEO tecnici&puristi: la keyword density non è un fattore SEO, scrivi per l’utente senza preoccuparti di calcolarla!

Chi ha ragione dei due?

Dopo decine di test in progetti miei e dei clienti la mia conclusione è…

Che entrambe le loro posizioni hanno un in parte un senso, MA…

Ma in definitiva hanno torto ENTRAMBI.

I Guru “SEO Marketer” come Brian Dean, Neil Patel o Matt Diggity hanno torto a dare approcci troppo semplicistici e generalisti ai loro followers….

Non esistono formule o range per la keyword density valide per tutti i siti e le nicchie.

Ogni settore è diverso.

Ogni sito è diverso.

E ogni update cambia un po’ le regole del gioco.

La keyword density non è un fattore di posizionamento su Google.

Dunque hanno ragione certi SEO Guru tecnici&puristi, quelli che ti dicono di scrivere pensando all’utente senza pensare a Google?

NO. Hanno torto marcio!

E ti spiego perché…

Prova a guardare una decina di serp editoriali in ambito salute, economia e finanza…

…vedrai come spessissimo contenuti mediocri ma spinti lato SEO superano contenuti ottimi ma non ottimizzati lato SEO.

Non basta pensare all’utente per posizionarti bene, devi pensare anche e spesso SOPRATTUTTO a Google.

Quindi, tornando alla keyword density…

La keyword density NON è un fattore di posizionamento diretto, ma… NON può essere ignorata come dicono loro…

Perchè?

Perchè se per esempio tu usi una main keyword 2 volte nel testo e i tuoi concorrenti la mettono 20 volte, tu hai un gap rispetto a loro.

Sei in qualche modo meno rilevante di loro e ti posizionerai con maggiore difficoltà.

Idem se tu la metti 30 volte e i tuoi principali concorrenti la metto o 5 volte, sei troppo sopra.

Anche qui hai un gap bello grosso.

Farai spesso MOLTA più fatica a posizionarti se non colmi il gap!

Google verifica quanto i concorrenti trattano un argomento usando ANCHE le keyword e le entità!

È una cosa che ho testato personalmente decine di volte e su cui non ho più dubbi.

Se hai un grosso gap in eccesso o in difetto, farai spessissimo MOLTA più fatica a posizionarti. Punto.

Quindi, cosa ne consegue?

La keyword density non è un fattore di posizionamento, ma…

La keyword density è, come amo definirlo, un “fattore di confronto”…

Devi calcolarla e metterla a confronto con quella dei concorrenti.

Come calcolarla?

Se vai di fretta, vai di CTRL+F sui principali di concorrenti o usa un conta lettere.

Metti i dati su un Excel e vedi come sei messo rispetto ai concorrenti.

Altrimenti, tool come Page Optimizer Pro o Cora possono fare questo lavoro per te in maniera più completa e organizzata.

Non dimenticare mai di analizzare le serp e i siti dei concorrenti prima di toccare la SEO di qualsiasi sito! #seo

Amin El Fadil

https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6952646871999766528/

GOOGLE ADS LABS

(MICHELE)

Sembra che Google Ads stia continuando a sperimentare nuovi tool per la produzione di semplici video per le ads 🎞🧪

Le video ads saranno parte integrante delle nostre strategie adv, che noi lo vogliamo o meno.

Basta anche considerare che dalle Performance Max – che a breve soppianteranno in toto le care vecchie Smart Shopping – non è possibile scorporare i posizionamenti video. Almeno fino ad oggi, chissà in futuro. Infatti, se non diamo nessun asset video alle campagne, Google ne produrrà uno in automatico (anche piuttosto bruttino devo dire 🙄).

È il caso di correre ai ripari: fortunatamente Google sta iniziando a fornire una serie di tool per la creazione di video adv basic.

Già da tempo, essendo all’interno del programma Premier Partner, era possibile chiedere di essere whitelistati per il Video Builder, un piccolo tool che produce brevi video in pochi click scegliendo fra alcuni modelli disponibili, dando in pasto asset video e copy, al quale il sistema permetteva di aggiungere anche delle musiche di sottofondo standardizzate. Non male.

Stamattina mi sono imbattuta in una nuova sezione di Google Ads dall’enigmatico nome “Labs”. Esplorando un po’ trattasi di un tool per aggiungere dei voice over a dei video già caricati su un canale YouTube: è possibile scegliere il testo, la lingua, il tipo di voce e a partire da quanti secondi di video far partire il messaggio.

Spoiler: la lingua italiana non è ancora disponibile. Spero l’aggiungano presto, sembra un’opportunità interessantissima.

Alcuni utilizzi veramente utili per cui lo immagino:
📍 rafforzare la call to action a fine video (esempio: “visita nomedelsito.com”, “acquista su nomedelsito”, “contattaci per un preventivo gratuito”).
📍 sottolineare messaggi di scarsicy
📍 ricordare l’offerta finale

Usare una voce umana per aggiungere un messaggio orale a un video in cui abbiamo già spunti visivi, testuali e musicali è una best practice per aiutare l’utente a memorizzare meglio quello che vogliamo gli rimanga in testa alla fine dell’inserzione.

Emanuela Salica

https://www.linkedin.com/posts/emanuelasalica_google-video-strategie-activity-6951099245525405696-cfvt/

Eredità digitale

(MICHELE)

E siamo a 4: dopo Milano (2021), Bologna (2021), Roma (2022) è di oggi la notizia di un nuovo provvedimento del Tribunale di Milano sul tema eredità digitale.

Un tema che, se ancora non lo si fosse capito, riguarda TUTTI, ma interessa a pochi.

Nonostante una parte sostanziale della nostra ricchezza personale (foto, video, documenti sanitari, disegni, e.mail, ecc) e patrimoniale (criptovalute, opere d’arte digitali, collezionabili digitali, NFT, ecc.) sia custodita su smartphone, personal computer, account, tutti protette da password note solo al loro creato, la questione della loro trasmissione ereditaria è ignorata.

Pensiamo a chi lasciare la casa, la macchina, l’orologio, il conto corrente, ma non le nostre foto digitali, le nostre e-mail, le nostre criptovalute o i nostri NFT che sono chiusi dentro ad una “cassaforte”, inespugnabile senza chiave.

Le conseguenze ti tale comportamento? LA PERDITA DEFINITIVA DI PATRIMONI PERSONALI, PATRIMIONIALI E CULTURALI.

Provate a immaginare di non poter ereditare le fotografie e i ricordi digitali della vostra famiglia o di non poter ereditare i soldi in criptovalute solo perchè non conoscere le password di accesso ai rispettivi dispositivi..

Per chi volesse scoprire come evitarlo, qui di seguito trova il link al testo che ho scritto, dopo un lungo studio, prima ancora dei provvedimenti dei Tribunali citati https://lnkd.in/dydTn7f

Alessandro d’Arminio Monforte

https://www.linkedin.com/posts/alessandro-d-arminio-monforte-networklex-it-law-eredit%C3%A0-digitale_sentenza-tribunale-milano-password-account-activity-6950735518825377793-U44T/

Tool & Tips

Google Analytics 4 Bootcamp

Gratis 2 giornate per fare il punto della situazione e studiare GA4 con i migliori professionisti. https://www.lasettimanadellaformazione.com/ga4-bootcamp/

Template estrazione modelli di parole chiave

https://www.sammyseo.com/extracting-keyword-templates-patterns-from-a-keyword-set/

Sam Partland

Google Tag Manager Italia cerca nuovi Digital Analyst

https://www.tagmanageritalia.it/ricerca-di-personale-digital-analyst-per-tag-manager-italia/

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