Usare Google Analytics 4 a prova di gdpr. I post Google Business Profile durano 6 mesi

Pillole di News💊💊

Approfondimenti📰📰

Matomo Analytics: Analisi del servizio, pienamente conforme al GDPR

(Fabio)

Bella Playlist di Roberto Santoli che esamina il tool di Web Analytics Matomo

Google Ads: Adesso supporta le voci fuori campo nei video

(Fabio)

Su alcuni account Google Ads è possibile aggiungere voci fuori campo nei video. La funzione è disponibile all’interno di Labs.

Si possono scegliere 13 lingue e una versione di voce maschile o femminile. Quindi il sintetizzatore vocale leggerà il testo che gli fornirai.

Tutti i dettagli nel post di Alex van de Pol

GA4: Come consolidare alcuni referral per ridurre il rischio di aggregazione dei dati.

(Demetrio)

Quando siamo nella situazione di avere molti referral che fanno parte tutte di una stessa fonte. Ad esempio quella in figura

è necessario su GA4, per scongiurare l’aggregazione dei dati, trovare un modo per riunire tutti i vari referral sotto un unico referral princiapale. Questo ovviamente abbasserà la cardinalità.

Una soluzione trovata da Ruben Vezzoli su https://www.rubenvezzoli.online/search-replace-ga4-gtm/ è quella di sovrascrivere il page_referrer tramite Google Tag Manager.

Addebitare le spese per le commissioni di Paypal o carta al compratore?

(Demetrio)

L’oggetto in questione è da sempre applicata da molti store online che cercano di far pagare il costo delle commissioni direttamente al compratore finale inducendoti quindi a scegliere un sistema di pagamento per loro senza spese (ad esempio bonifico bancario) ma anche senza garanzie (come ad esempio la protezione degli acquisti di PayPal). La tecnica del rincaro viene chiamata in gergo Surcharge ed è una pratica scorretta.

É quindi possibile fare una segnalazione ad AGCM (Autorità Garante della Concorrenza del Mercato) tramite l’indirizzo https://www.agcm.it/segnala-online/index

Fonte: Riccardo Porta https://www.linkedin.com/posts/riccardo_pagamento-carta-paypal-activity-6952851803273109504-0Huz

Netflix apre alla pubblicità?

(Demetrio)

Se si pensa a Netflix, il servizio di streaming che ha fatto chiudere blockbuster, si pensa sempre a grandi numeri e grande fatturato.

Per la prima volta negli ultimi 10 Anni, Netflix ha registrato una perdita degli abbonati ed un primo trimestre che ha deluso le attese.

Così il CEO di Netflix ha aperto per la prima volta la possibilità di lanciare un abbonamento a basso costo supportato dalla pubblicità dichiarando:

È presto per decidere come lanciare un’opzione a basso costo e supportata dalla pubblicità. Non è stata presa alcuna decisione

CEO di Netflix Reed Hastings

AGGIORNAMENTO

Grazie a Manuela Cacciotto per l’aggiornamento

“Microsoft has the proven ability to support all our advertising needs as we together build a new ad-supported offering,”

“More importantly, Microsoft offered the flexibility to innovate over time on both the technology and sales side, as well as strong privacy protections for our members.”

Greg Peters, Netflix’s chief operating officer

Average Bounce Rate Benchmark by Industry

(Demetrio)

https://explore.contentsquare.com/2022-benchmark/2022-digital-benchmark-report

Ogni anno, Contentsquare pubblica un rapporto di benchmark sull’esperienza digitale.

Nell’articolo che trovate nella fonte in basso, c’è una interessante analisi sul Bounce Rate diviso per tipologia di Business.

Quante volte vi è capitato di presentare un dato ad un cliente che vi chiede un benchmark di confronto?

Tutti sappiamo che il BR di per se non è una metrica parlante e quindi spesso è di difficile comprensione se non si adottano stratagemmi volti a migliorare la metrica originale.

Immaginate di cercare su Google “Crisi di governo”, vi appare in SERP un risultato del Corriere della Sera, leggete l’articolo e poi tornate in SERP. Se non abbiamo fatto modifiche al modo standard di tracciare il BR, quello appena descritto è per Universal Analytics esattamente un Bounce Rate. In questo caso però l’utente ha soddisfatto il suo intento di ricerca trovando il sito che voleva.

Come abbiamo detto mercoledì, in GA4 il Bounce Rate è migliorato. Ma Se volete approfondire vi consiglio di andare a leggere quella news.

Vi lascio alla lettura di questo interessante Articolo

Fonte ContentSquare https://contentsquare.com/blog/2021-digital-experience-benchmarks-by-industry/

Novità in Google Business Profile, i post dureranno 6 mesi

(ANTONIO)

Questo vuol dire che diventerà ancora più importante tenere aggiornate le schede local dei BP con post abbastanza freschi per alimentare il feed…

Fonti: https://www-seroundtable-com.cdn.ampproject.org/c/s/www.seroundtable.com/amp/google-posts-expire-after-six-months-33726.html

AGGIORNAMENTO: Luca Bove, che ringraziamo, ci fa sapere tramite questo commento che tale opzione è presente già da un anno ed ha solo aggiornato le informazioni

Citazioni: Search Engine Land

Google Analytics 4 non è illegale, come usarlo per evitare problemi di gdpr

(ANTONIO)

L’utilizzo di GA4 non è di per sé illegale, come di per sé non è illegale possedere un mattone, che può essere scagliato contro una vetrina, oppure usato per costruire una casa. Tutto dipende dall’utilizzo che se ne fa o nel nostro caso, dei dati raccolti e processati dal software in questione.

GA4 è totalmente diverso da GA3 perché è dotato di potenti strumenti che gli permettono di proteggere la privacy degli utenti in maniera molto più capillare ed accurata rispetto a GA3.

L’Autorità Garante della protezione dei dati francese precisa che l’utilizzo di un server proxy proprietario, a monte di quello nativo in Analytics 4, che faccia da intermediario localizzato in Europa sul quale far arrivare i dati degli utenti è una soluzione efficace che rispetta le disposizioni europee in materia di Privacy e GDPR perché filtrando i dati personali degli utenti evita che arrivino direttamente sui server di Google (prima in Europa e poi ai server negli Stati Uniti).

Ma finché la situazione non verrà risolta con un accordo politico il clima di incertezza che si respira resterà non solo su GA4 ma anche su Facebook Ads, Youtube e tutte le piattaforme che portano i dati direttamente in USA.

Fonti: https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/privacy/google-analytics-4-non-e-illegale-come-usarlo-bene-ed-evitare-problemi-col-gdpr/

https://www.linkedin.com/posts/giovannilecoche_google-analytics-4-non-%C3%A8-illegale-come-activity-6952945617807495168-X6xs

Citazioni: Giovanni Le Coche, Matteo Zambon, Roberto Guiotto

Kpi: nono sono tutti uguali e vanno contestualizzati

(ANTONIO)

Moltissimi nel mondo del marketing parlano di KPI, di misurazioni, di dati. Pochi però sanno davvero cosa fare di queste metriche e come utilizzarle. Come mai? Perché nella maggior parte dei casi, manca una strategia di misurazione che possa costituire il pilastro di ogni analisi dei dati.

Presi determinati dati, cosa ci devo fare, come li contestualizzo con la strategia di marketing?
I kpi sono un insieme di misure legate ad un modello di business che forniscono una visione sulla realtà spiegando qualcosa: quantitativi, qualitativi… Ogni attività dovrebbe avere i suoi dati misurabili, cioè i suoi kpi.
Ma i kpi sono anche qualitativi?
Ni. Ovvero, quando si entra in aree legate alla persona o meglio all’utente, parliamo di dati qualitativi che possiamo misurare attraverso determinati kpi (quantitativi).
Ad esempio, la shopping experience è un obiettivo qualitativo (il cosiddetto goal) che misuriamo attraverso X kpi quantitativi (come il tempo medio impiegato dall’utente per trovare il prodotto che gli interessa,
la velocità di caricamento delle nostre pagine web, il tempo medio impiegato per concludere l’acquisto, ecc…).
Nel podcast, si parla di indicatori lagging (che segue eventi già accaduti) e leading (che precede eventi non ancora verificati).

Fabio e Silvia danno una visione su questo tema spiegando cosa sono i KPI e perché non sono tutti uguali e, soprattutto, non hanno tutti la stessa funzione. Ogni misura infatti può essere un lagging o un leading indicator, o entrambe le cose. Se non abbiamo chiaro questo aspetto e se non sappiamo a quale categoria appartenga ogni KPI i nostri tentativi di analisi dei dati e di ottimizzazione strategica data driven del nostro Business saranno destinati a fallire.

https://www.linkedin.com/posts/fabiopiccigallo_mss-29-marketing-data-driven-kpi-e-strategie-activity-6949731297627922432-qo6g

https://widget.spreaker.com/player?episode_id=50449229&theme=light&playlist=false

Leading Ã¨ un indicatore “anticipatore”, che precede eventi non ancora verificati. 

Lagging, invece, è il cosiddetto indicatore “in ritardo”, che segue eventi già accaduti. 

https://www.raffaelegaito.com/indicatori-leading-e-lagging/#Cosa_sono_gli_indicatori_leading_e_lagging

Citazioni: Fabio Piccigallo, Silvia Signoretti

5 tecniche di Amazon (e non solo) per farci comprare

(MICHELE)

  1. scarsità: SOLTANTO un prodotto rimasto in magazzino
  2. urgenza: ordina entro 3 ore e 5 minuti per averlo entro oggi
  3. ancoraggio del prezzo: prezzo ufficiale, il prezzo di listino e lo sconto con affare
  4. prova sociale: stelline e recensioni (dopo vediamo un’altra news in merito)
  5. bundel: se hai comprato questo allora compra questo. Solitamente gli utenti insieme a questo comprano anche questo

Marco Montemagno

4 NUOVE FEATURES PER LE PERFORMANCE MAX

(MICHELE)

Google ha lanciato 4 novità per le Performance Max, che dovrebbero dare più controllo e trasparenza. Vediamole in breve:

✅ Aggiustamenti della stagionalità: consentono di modificare le strategie di offerta per i periodi in cui prevedi variazioni improvvise del tasso di conversione: promozioni, saldi, ecc…

✅ Esclusioni dei dati: se hai riscontrato problemi di monitoraggio delle conversioni, come interruzioni del server, ora puoi escludere quei dati per eliminare le imprecisioni.

✅ Explanations: “spiegazioni”, ovvero insight che dovrebbero aiutare a comprendere meglio le fluttuazioni e diagnosticare i problemi. La funzione fornirà anche consigli per migliorare le prestazioni. Se hai un feed di prodotti, le Explanations analizzeranno anche i prodotti, il loro status, i gruppi di prodotti, ecc….

✅Punteggio di ottimizzazione: per dare un’idea dei margini di miglioramento.

Speriamo che queste modifiche aiutino a rendere meno oscura la black box delle PMax…

Tommaso Zavattaro

False recensioni online, la Ue dice basta: le novità per eCommerce e consumatori

(MICHELE)

Da un autorevole studio condotto su 3.099 partecipanti provenienti da Italia, Germania, Olanda, Francia e Spagna, il 90% di tutti noi legge le recensioni prima del click di pagamento.

Grazie alla Direttiva Omnibus, legge a tutela dei consumatori, e che si applica alle piattaforme che operano online in relazione al B2C business-to-consumer, vengono alla luce novità interessanti ma che potrebbero impensierire o far storcere il naso MA cerchiamo di vedere entrambe le facce della medaglia perché dietro a queste indicazioni si potrebbere nascondere delle opportunità.

In Italia il disegno di legge è ancora in esame in commissione parlamentare mentre Francia e Germania già lo hanno applicato

Nel concreto, quali sono le principali novità ?

recensioni: i merchant dovranno informare i consumatori se hanno o non hanno implementato sulla propria piattaforma procedure che garantiscano che le recensioni siano verificate, ovvero provengano da consumatori reali;

offerte a pagamento: se la piattaforma di vendita compara le offerte è obbligata ad indicare i principali parametri che determinano la classificazione e quindi se vi sono “posizioni a pagamento”;

personalizzazione dei prezzi: i professionisti possono personalizzare il prezzo delle loro offerte per determinati consumatori o specifiche categorie di consumatori sulla base di processi decisionali automatizzati e di profilazione del comportamento, a patto che ci sia un’informativa ad hoc;

sconti: ogni annuncio di riduzione di un prezzo deve indicare il prezzo precedente applicato per un determinato periodo di tempo (comunque non inferiore a 30 giorni) prima dell’applicazione di tale riduzione (su questo il sito Zalando è un esempio “virtuoso” di applicazione e opportunità);

garanzie dei rimedi a tutela del consumatore: il consumatore deve poter ottenere il risarcimento dei danni e, se pertinente, una riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto, in modo proporzionato ed efficace.

Anche la Commissione Europea ha condotto uno screening sulle recensioni. Ebbene:

104 su 223 dei siti esaminati non informano i consumatori sulle modalità di raccolta e trattamento delle recensioni.

Solo 84 siti rendono tali informazioni accessibili ai consumatori nella pagina di recensione stessa, mentre il resto le menziona in “caratteri piccoli”, ad esempio nei loro termini e condizioni legali.

118 siti non contengono informazioni su come prevenire le recensioni false. In questi casi i consumatori non hanno la possibilità di verificare se le recensioni siano state scritte da consumatori che hanno effettivamente utilizzato il prodotto o servizio.

176 siti indicano che alcune recensioni sono stimolate (ad es. dietro corrispettivo di un buono).

In sintesi:

sono vietate le recensioni false per scopo di marketing;

è vietata qualsiasi attività mirata ad incitare le raccomandazioni positive (non si può chiedere di ricevere una recensione positiva né one to one né su grandi numeri).
Tuttavia, se la recensione viene stimolata a seguito di un rapporto contrattuale come quello di influencer marketing, affiliazione etc., occorre scriverlo espressamente;

è vietata ogni pratica di manipolazione delle recensioni, quindi, ad esempio, non si possono selezionare recensioni inserendo sole le migliori sulla propria piattaforma (come nel caso in cui vengono importate da Facebook o Google);

è vietato estrapolare i commenti e i like dai social non verificati senza segnalare che la piattaforma non può garantire l’autenticità degli stessi;

se la recensione è stimolata da premio o buono sconto, questo dovrà essere segnalato nella recensione stessa (quindi occorre specificare ad esempio che “questo utente ha ricevuto un buono sconto” inserendo la dicitura tra parentesi, sotto il nome dell’utente che ha recensito);

l’eCommerce, se esplicita di utilizzare strumenti di verifica delle recensioni, deve essere realmente in grado di dimostrare – in caso di controllo da parte dell’autorità – che le stesse pervengono da acquirenti reali;

è vietato attribuire una recensione positiva su prodotti diversi da quelli a cui era destinata

Monia Donateo dello Studio Polimeni & Cotroneo

Tool & Tips🛠️🛠️

Come automatizzare il controllo della sitemap con Python

https://www.linkedin.com/posts/simodepth96_how-to-automate-a-sitemap-audit-with-python-activity-6953292311384481793-sJM6

Citazioni: Simone De Palma

Aggiunta intento di ricerca su spreadsheet

https://www.linkedin.com/posts/andrew-charlton-130b1644_search-intent-ai-this-uses-ai-to-classify-activity-6952202448044220416-1a7B

Citazioni: Andrew Charlton, Samuel Mazzotta

Tool per registrare la sessione dell’utente in Chrome Dev Tools

https://www.linkedin.com/posts/osmani_webperformance-webdevelopers-ugcPost-6953073119204933633-q-4N

Citazioni: Addy Osmani

Formazione & Lavoro📚💼

Evento gratuito a tema e-commerce

B|ECOM|E HERO evento gratuito di 3 giorni in 3 città diverse (Bologna, Torino e Bari) per fornire ai giovani il giusto mix di orientamento professionale e formazione pratica nel mondo dell’ecommerce.

Alexandru Birleanu https://www.linkedin.com/posts/alexandrubirleanu_ecommerce-evento-gratuito-activity-6952878837923753984-mFeX

Google Analytics 4 Bootcamp

Gratis 2 giornate per fare il punto della situazione e studiare GA4 con i migliori professionisti. https://www.lasettimanadellaformazione.com/ga4-bootcamp/

La Canzone o il podcast del giorno🎵🎵

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